CASERTA, 24 APR – Nel prospetto contabile sequestrato al ''cassiere'' del clan Bruno Buttone e che ha dato il via all'inchiesta che ha portato oggi all'arresto di 44 affiliati ai Belforte, compaiono anche le 350 aziende di Caserta e dei comuni limitrofi che negli anni hanno pagato il pizzo, solitamente nelle tre tranche di Pasqua, Ferragosto e Capodanno: vi sono in pratica quasi tutte le concessionarie d'auto ubicate su viale Carlo III, arteria che attraversa il capoluogo e i centri di San Nicola La Strada, San Marco Evangelista e Marcianise; vi sono decine di aziende edili, un gruppo industriale che si occupa di trasporti pubblici e privati, una multinazionale che produce pentole, imprese che operano nel campo dei servizi ambientali.
Alcuni dei taglieggiati hanno collaborato con gli investigatori. Anche le ditte che ottenevano appalti pubblici non sfuggivano alle richieste estorsive dei Belforte: nel prospetto compaiono aziende che lavoravano presso l'ospedale di Caserta, o che realizzavano opere fognarie nei comuni di Marciaise e Capodrise. In quest'ultimo caso si era aggiudicato l'appalto una ditta di Casal di Principe, che aveva pagato la tangente a un esponente dei Casalesi che a sua volta l'aveva girata ai Belforte.
