Caso Barnett, scontro sul dna di Restivo

WINCHESTER (INGHILTERRA), 16 GIU – Per un giorno l'aula 2 del tribunale di Winchester si e' trasformata in un set di CSI in salsa anglo-italiana. Da una parte l'accusa, che ha chiamato a testimoniare il comandante del Ris di Parma Gianpietro Lago e la consulente esterna Clare Stangoe, dall'altra la difesa, che ha risposto con il suo esperto personale, la dottoressa Denise Syndecombe-Court. Che il dna di Danilo Restivo, accusato in Gran Bretagna di aver ucciso il 12 novembre del 2002 la sua vicina di casa Heather Barnett, sia stato trovato sui resti del maglione indossato da Elisa Claps il giorno della sua scomparsa nessuno lo mette in dubbio. Il problema e' un altro. Quel campione proviene da tracce di sangue o di saliva?
Sulle prime sembra la classica questione di lana caprina. Eppure, accusa e difesa hanno dato vita a un fiero braccio di ferro per portare a casa punti agli occhi della giuria. Lago ha dunque spiegato con grande dovizia di particolari quale sia stato il metodo utilizzato dai suoi segugi per far 'parlare' il maglione di Elisa. Punto primo: il reperto e' stato diviso in quattro parti.
Punto secondo: solo uno di questi ha evidenziato tracce di dna sia femminile che maschile. Punto terzo: un'area del suddetto campione e' stata quindi esaminata suddividendola ulteriormente in nove quadranti. Ecco, e' in uno di essi che si nasconde la soluzione del rebus: il B3. Ovvero il terzo a destra nella riga di centro. Qui il Ris – attraverso quattro esami distinti (riferiti a sangue, seme, saliva e dna), ripetuti ovviamente su tutti i quadranti – ha individuato ''una grande quantita' di dna maschile'', tracce di sangue e nessuna di saliva. ''Se dopo 17 anni – ha detto Lago – riusciamo a trovare tanto dna vuol dire che all'origine c'era parecchio materiale biologico. Questo per noi si spiega con una massiccia contaminazione di fluidi corporei''. Che sono molto ricchi di dna.
''La mia opinione e' che il campione genetico venga, con un'alta probabilita', dalle tracce di sangue rinvenute. Non posso materialmente escludere che provenga dalla saliva, ma la mia esperienza mi dice che sia un'eventualita' molto bassa''.
E' proprio questa affermazione che la difesa non digerisce. Per David Jeremy, legale di Restivo, esprimere un giudizio sulla probabilita' e' fuorviante, visto che non si puo' ''categoricamente'' escludere la saliva come fluido di origine per quella traccia di dna e non si puo' nemmeno stabilire ''con certezza'' il ''meccanismo'' attraverso il quale e' arrivata a depositarsi sul maglione. In teoria, infatti, la contaminazione potrebbe essere anche avvenuta per via aerea – durante una conversazione, ad esempio. Lago non e' pero' d'accordo: ''Se di saliva si tratta, allora quei volumi si spiegherebbero solo con il contatto diretto della bocca''. E' un'analisi che sostanzialmente convince anche la Stangoe. ''Quel tipo di valori – spiega – e' piu' probabile che siano dovuti dal sangue''. L'angolo dell'esperto non e' ad ogni modo terminato del tutto. Domani, infatti, sara' il turno della Syndecombe-Court. Poi sul banco dei testimoni dovrebbe salire Danilo Restivo in persona. Gesto disperato, per la difesa, o asso nella manica?

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Alberto Francavilla