Caso escort, Gip e Pm: "Tarantini ha mentito su Berlusconi"

BARI, 13 OTT – Gianpaolo Tarantini ha mentito quando ha detto ai pm baresi che lo interrogavano che Silvio Berlusconi non sapeva che le donne che lui aveva portato nelle residenze del premier erano escort. A questa conclusione sono giunti sia il gip di Bari Sergio Di Paola sia il pm Pasquale Drago. Ma i due magistrati non si sono trovati d'accordo su un'altra questione: sul perche' Gianpi avesse mentito.

Secondo la pubblica accusa, ha mentito non perche' pagato da Lavitola; secondo il giudice ha detto il falso perche' e' stato retribuito per fornire quelle dichiarazioni mendaci.

Dopo il botta e risposta tra pm e gip, che ha respinto la richiesta della Procura di revoca dell'arresto inducendo il pm Drago a chiedere la cattura del faccendiere latitante, i due hanno infine condiviso la ricostruzione dei fatti del tribunale del Riesame di Napoli.

I giudici partenopei hanno sostenuto che Berlusconi sapeva che le donne che Tarantini portava nelle sue residenze erano escort e che il reato da attribuire a Lavitola e' l'induzione a rendere dichiarazioni false all'autorita' giudiziaria barese. Un reato, quest'ultimo, che – sempre secondo i giudici napoletani – e' stato compiuto su istigazione del premier.

Ora, secondo il ragionamento degli inquirenti baresi, il reato di induzione a mentire non si concretizza col passaggio del denaro, bensi' nel momento in cui quelle menzogne vengono dette, cioe' durante gli interrogatori di Tarantini a Bari. Si e' posta, quindi, una questione di diversa valutazione sulla consumazione del reato.

Nel provvedimento con cui la Procura chiedeva al gip la revoca della misura cautelare per Lavitola, il pm Drago sosteneva che quello di Lavitola era stato solo un tentativo di induzione, che il reato cioe' non era stato consumato. Rigettando la richiesta, il gip Di Paola ha invece sottolineato che il reato di induzione non era solo tentato, ma si era consumato perche' Tarantini ha mentito in quanto indotto a farlo dietro consegna del danaro.

Sulla base della diversa rilevanza giuridica dei fatti evidenziata dal gip nelle cinque pagine del provvedimento di rigetto, Drago ha chiesto l'arresto di Lavitola. Ora il giudice ha tre giorni di tempo per ordinare la cattura del faccendiere-latitante.

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