ROMA – ''Per esperienza diretta, trovo anomalo che l'attivita' di un tesoriere sia sconosciuta ai vertici del partito''. Cosi', in un' intervista a Panorama l'ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte parla del caso che ha coinvolto l'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi.
L'ex re della finanza rossa, protagonista nel 2005 della tentata scalata a Bnl, svela a Panorama quale sia stata la sua esperienza diretta con la Quercia: ''Tra il 2000 e il 2005, chiamato dal partito, mi sono occupato della ristrutturazione del debito dei Ds'', dice Consorte. Ho contributito a salvarli dalla bancarotta''.
Il manager racconta di aver avuto ''un centinaio di incontri tutti documentabili con i vertici diessini: l'ex segretario Piero Fassino, l'allora tesoriere Ugo Sposetti, Massimo D'Alema e Nicola La Torre. Alla fine del lavoro, che venne pagato 150 mila euro alla merchant bank di Unipol, Fassino disse a me e al mio vice, Ivano Sacchetti: 'potete fare i senatori'. Magari pero' scherzava…''.
Consorte rivela anche i dettagli del piano di risanamento: ''Fra debiti e fideiussioni abbiamo transato con le banche circa 250 milioni di euro''. E spiega di essere intervenuto anche per salvare il giornale del partito, L'Unita': ''Azzerammo oltre 50 milioni di euro di debiti, altri 67 milioni di fideiussioni e 56 milioni che il quotidiano doveva ai creditori. Complessivamente 173 milioni di euro''.
Nell'intervista a Panorama, l'ex numero uno di Unipol afferma di aver visto in quel periodo piu' volte anche il leader del Pd, Pier Luigi Bersani: ''Con lui dice Consorte valutammo l'entrata dell'Unipol nell'operazione Telecom a fianco di Roberto Colaninno''.
