TORINO – Francesco Furchì resterà in carcere. Il gip Massimo Scarabello del tribunale di Torino ha convalidato il fermo per l’uomo arrestato martedì scorso perché sospettato del tentato omicidio del consigliere comunale Alberto Musy, nel marzo scorso, da allora in coma. Il giudice ha anche disposto la custodia cautelare in carcere.
La decisione del giudice Scarabello è arrivata sabato mattina poco prima delle 9, termine ultimo per la convalida del fermo, dopo che, giovedì Furchì, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, si era professato innocente.
Furchì, secondo la procura di Torino e la polizia, avrebbe teso un agguato al consigliere comunale, che riteneva un “traditore” perché in diverse occasioni non aveva assecondato le sue ambizioni. Musy, per le conseguenze del ferimento, è ancora ricoverato in gravissime condizioni, e senza conoscenza, in una casa di cura in provincia di Parma.
“Sono curioso di leggere la motivazione, poi assumeremo le nostre determinazioni. Ero fiducioso… ma il gip avrà avuto i suoi motivi. Vedremo dopo”, ha detto Giancarlo Pittelli, difensore di Furchì.
“Musy era un amico. Non avevo alcun motivo per avercela con lui nonostante le delusioni di tipo politico”, aveva detto venerdì Francesco Furchì al suo avvocato, durante un colloquio in carcere. “Sono tranquillo – ha poi detto l’indagato al legale – ma allibito. E’ un’accusa ridicola. Sono intenzionato ad andare fino in fondo. Dovranno chiedermi scusa e riabilitarmi con lo stesso clamore anche mediatico usato per questa storia”.
