Caso Orlandi, messaggio al fratello: "Senti il boss calò"

ROMA – ''Devi cercare si sentire il boss Calò''. E' il contenuto di un messaggio che Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la cittadina vaticana scomparsa nel 1983, ha ricevuto via Facebook e di cui ha informato gli organi investigativi. Un messaggio sostanzialmente anonimo, visto che sul socialnetwork – spiega Pietro – chi ha scritto si definisce ''Amico Augusta''. E quello che suggerisce è di sentire il boss di Cosa Nostra Pippo Calo' per far luce sulla vicenda oscura di Emanuela Orlandi.

''Sembrerebbe che materialmente il sequestro sia stato fatto da De Pedis e i suoi più fidati uomini (tesi Minardi Abbatino e intelligence)'', afferma l'anonimo nel messaggio, riferendosi al boss della banda della Magliana, Renato De Pedis, a Sabrina Minardi, che fu la donna di De Pedis e che negli anni scorsi fece rivelazioni sul caso, e a Maurizio Abbatino, uno dei capi storici dell'organizzazione criminale.

Poi il suggerimento: ''Ma la vera svolta – si legge nel messaggio – la otterresti se Calò che è in regime di 41 bis decidesse di parlare davvero anche in modo umano e diretto''.

''Chiedi all'amministrazione penitenziaria un incontro anche informale. Se arriverai al suo cospetto, cosa quasi impossibile, resta in silenzio e ascolta bene se ti parla in dialetto''. ''Devi cercare si sentire il boss Calo' – ripete l'anonimo – Vedrai che ti sara' impossibile. Coloro che non lo permetteranno sono compagni d'armi di De Pedis''.

L'anonimo fa poi riferimento a un'iniziativa recentemente intrapresa da Pietro Orlandi, una petizione on line per chiedere un intervento del Papa che porti chiarezza e verità sul caso Orlandi: in circa tre settimane sono arrivate 6 mila mail. ''Con questa iniziativa – afferma pero' l'anonimo – al massimo otterrai una ulteriore supplica e niente più''.

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Alessandro Avico