Caso pacemaker, Gdf perquisisce laboratorio dell’Iss in stato di abbandono

Caso pacemaker, la Guardia di Finanza ha perquisito il laboratorio dell’Iss

ROMA – Un laboratorio in completo stato di abbandono, con macchinari rotti, vecchi e inutilizzati. E’ quel che resta dell’ufficio controlli dell’Istituto superiore di sanità, che dovrebbe certificare la sicurezza di pacemaker e defibrillatori prima della loro messa in commercio. Il caso sollevato da Sigfrido Ranucci nell’inchiesta, andata in onda domenica 5 ottobre, è ora in mano alla magistratura. La Guardia di Finanza, su mandato della Procura di Roma, ha eseguito una serie di perquisizioni all’Iss, mentre il ministro della Salute ha aperto un’inchiesta interna. In particolare gli uomini del nucleo di polizia tributaria hanno acquisito i documenti relativi alle certificazioni sui dispositivi salvavita usati in operazioni, come pacemaker e defibrillatori, e teoricamente mai effettivamente controllati. Il procedimento di indagine, all’attenzione del pm Giorgio Orano, è al momento contro ignoti. Intanto, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha disposto l’avvio di una indagine amministrativa per accertare ”l’effettivo svolgimento dei fatti, il rispetto delle procedure di legge ed eventuali responsabilità sui pacemaker da parte dei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità”. Lorenzin ha chiesto al Commissario straordinario dell’Iss, Walter Ricciardi, di effettuare

”un audit interna urgente, di riferirne gli esiti al Ministero vigilante e di assumere senza indugio ogni iniziativa, anche di tipo giurisdizionale, per garantire il buon andamento dell’azione dell’Istituto”.

Con il decreto dello scorso 10 luglio, ricorda il dicastero, l’Iss è stato già commissariato, con azzeramento del consiglio di amministrazione e del comitato scientifico.

“All’esito degli accertamenti compiuti dal Commissario straordinario, il ministro della Salute assumerà a sua volta – sottolinea – ogni iniziativa necessaria per garantire il rituale svolgimento delle funzioni”.

Da parte sua, il commissario Ricciardi nell’assicurar un pronto riscontro, sottolinea “di aver già autonomamente disposto una indagine. La decisione era stata presa – spiega – non appena era venuto a conoscenza della problematica, al fine di verificare la legittimità delle procedure in essere ed accertare eventuali responsabilità, a tutela dei cittadini e dell’Istituto, impegnandosi a riferire gli esiti di tale indagine al ministro stesso nel più breve tempo possibile”. L’indagine dovrebbe essere conclusa entro la settimana. Il Codacons, intanto, ha presentato un esposto alla Procura di Roma, chiedendo anche di “sequestrare il filmato e di verificare le responsabilità connesse ad eventuali reati che saranno ravvisati”. Sulla vicenda è intervenuta la senatrice del Movimento 5 Stelle Michela Montevecchi:

”Presenterò una nuova interrogazione urgente sul caso dei mancati controlli della sicurezza dei pacemaker, l’ennesimo atto in cui verrà evidenziata l’inadeguatezza della Lorenzin, un ministro che troppe volte – conclude – si è attivato solo dopo che lo scandalo veniva riportato dai media dimostrando di non avere controllo sul suo dicastero”.

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Daniela Lauria