Caso Ruby, difensori della Minetti: “Nessun danno mediatico per le parti civili”

MILANO – I difensori di Lele Mora, Nicole Minetti e Emilio Fede, nel processo sul caso Ruby, si sono opposti alle richieste di costituzione come parti civili di Chiara Danese, Ambra Battilana, Imane Fadil (tutte e tre presenti in Aula), e di Iris Berardi e Barbara Guerra che oggi all'ultimo istante utile hanno chiesto di essere parti civili contro la sola Minetti.

In sostanza, tutti i difensori hanno spiegato nella loro discussione che le ragazze lamentano ''un danno da perdita di chance a loro dire causato dal clamore mediatico del procedimento e quindi un danno da processo mediatico'' che, secondo le difese, non esiste nel processo penale.

I difensori infatti hanno spiegato che, secondo loro, le ragazze non chiedono un danno derivante dal reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione, ma un ''danno morale dovuto alla sola sensazione di essere state introdotte in un certo contesto e poi un danno mediatico''.

I pm Antonio Sangermano e Pietro Forno che non avevano indicato come persone offese le ragazze, come invece ha fatto il Collegio della Quinta Sezione Penale, hanno spiegato che la loro posizione e' sul punto ''neutra'' quindi si sono rimessi alla valutazione dei giudici che ora sono in Camera di Consiglio per decidere se ammettere le giovani come parti civili.

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