MILANO – Non ci sarà nessuno dei tre, né Nicole Minetti né Emilio Fede né Lele Mora, lunedì mattina in Tribunale a Milano dove prenderà il via l'udienza preliminare sul caso Ruby, che li vede imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore.
Ieri, al termine dell'interrogatorio di garanzia in seguito all'arresto per bancarotta, i legali di Lele Mora, gli avvocati Luca Giuliante e Nicola Avanzi, avevano spiegato che il talent scout non si presenterà all'udienza di lunedì.
Oggi anche l'avvocato Nadia Alecci, che difende il direttore del Tg4 Fede, e l'avvocato Pier Maria Corso, che assiste la consigliera regionale Minetti, hanno precisato che nemmeno i loro due assistiti verranno a Palazzo di Giustizia per l'udienza preliminare.
Un'udienza preliminare, quella davanti al gup Maria Grazia Domanico, che comincerà sostanzialmente 'divisa' in due tronconi, quello del merito delle accuse e la parte che riguarda la trascrizione delle intercettazioni telefoniche.
E' probabile, infatti, che dopo la costituzione delle parti sia trattata la questione delle telefonate.
I procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Pietro Forno e il pm Antonio Sangermano hanno chiesto infatti la nomina di un perito che trascriva le telefonate da utilizzare nell'udienza di merito.
Davanti al gup i pm indicheranno le intercettazioni che devono essere trascritte e lo stesso faranno le difese, poi verrà dato il tempo al perito per effettuare la trascrizione. E' difficile dunque che si entri già da lunedì nel merito della discussione.
Le difese, lunedì o nella successiva udienza che potrebbe andare a dopo l'estate, potrebbero illustrare anche una serie di eccezioni, tra cui ad esempio quella sulla competenza territoriale dei magistrati milanesi, poiché i presunti festini a luci rosse sarebbero avvenuti ad Arcore, che ricade sotto Monza.