TORINO, 18 MAG – Prime ammissioni di Corrado Giacomini, l'industriale di San Maurizio d'Opaglio (Novara) arrestato in una vasta inchiesta per riciclaggio e frode fiscale che ha portato anche all'iscrizione nel registro degli indagati del sottosegretario, dimissionario, alla giustizia Andrea Zoppini.
Giacomini è comparso venerdì in tribunale, a Verbania, per l'interrogatorio di garanzia, e di fronte al procuratore Giulia Perrotti e al pm Fabrizio Argentieri, avrebbe ammesso – secondo quanto riportato dall'Ansa – una parte dei fatti che gli sono stati contestati. La portata reale delle sue dichiarazioni, comunque, dovrà essere valutata alla luce delle carte raccolte dai carabinieri nel corso delle perquisizioni degli ultimi giorni.
Quella su cui lavorano le procure di Verbania e Novara è una vasta rete internazionale di cui Giacomini, secondo i primi risultati dell'indagine, si sarebbe servito per nascondere fondi all'estero e, in particolare, in Lussemburgo: si parla di una frode per 200 milioni di euro. Gli inquirenti, comunque, si interessano anche alla fitta rete di contatti dell'imprenditore con esponenti del mondo politico e industriale. Nello stesso giorno è ascoltata anche la sorella di Giacomini, Elena.