Cassazione: annullate le "nozze riparatrici"

ROMA – La circostanza che una coppia decida di sposarsi solo perché è in arrivo un bambino, rende evidente che il matrimonio non viene vissuto come un vincolo indissolubile ma con "riserva". Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 5175 depositata oggi.

Con questo verdetto, infatti, i supremi giudici hanno convalidato la nullità di un matrimonio ecclesiastico di una matura coppia napoletana convolata all'Altare solo per "riparare all'errore commesso (il concepimento del figlio)". Senza successo, innanzi alla Suprema Corte, Alessandra M. ha contestato l'annullamento, accordato, invece su richiesta dell'ex marito Francesco C.

Tra gli elementi che hanno convinto i supremi giudici a ratificare, con decreto della Segnatura Apostolica emesso nel 2009, l'annullamento delle nozze, ci sono la breve durata del rapporto di coniugio (appena dieci mesi), i continui litigi dovuti a differenze caratteriali e di educazione, nonché a "carenza di affetto sponsale". Inoltre, spiega la Cassazione, Francesco e Alessandra, sopratutto quest'ultima, non avevano fatto alcun "serio tentativo di conciliazione.

In pratica con il loro atteggiamento i due avevano messo in evidenza come "la scelta matrimoniale fosse stata determinata dall'intento di riparare all'errore commesso e non invece dall'intento di Alessandra di vivere per tutta la vita con Francesco.

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Daniela Lauria