ROMA, 5 AGO – Anche se la contraffazione è molto 'artigianale' e realizzata a mano, è sempre reato possedere distintivi taroccati delle forze dell'ordine, pure se il reparto speciale indicato sul distintivo metallico è del tutto inesistente. Lo sottolinea la Quinta sezione penale della Cassazione confermando la condanna per un ventinovenne veneto che aveva una placca, simile a quella in dotazione all'esercito italiano, con la scritta 'Carabinieri-Corpo speciale Kid'.
In primo grado Giampaolo T. era stato assolto mentre in appello era scattata la condanna per possesso di segni distintivi contraffatti. Senza successo l'imputato ha sostenuto, innanzi alla Suprema Corte, che era evidente che si trattava di un distintivo taroccato che non avrebbe ingannato nessuno anche perche' il reparto Kid non esiste nemmeno. I supremi giudici gli hanno risposto che "per la generalità dei cittadini non sono note le caratteristiche dei veri documenti delle forze di polizia, pertanto la potenzialità ingannatoria non è affatto legata alla corrispondenza tra il tesserino falsificato e quelli autentici". La Cassazione aggiunge, inoltre, che "i comuni cittadini non conoscono necessariamente tutti i corpi speciali dell'arma dei carabinieri", quindi anche l'indicazione di un reparto fasullo può trarre in equivoco. Per quanto riguarda la scritta a mano, la sentenza 31178 afferma che "non sempre la redazione di documenti pubblici si caratterizza per una fattura particolarmente accurata e nulla esclude che parte di detti documenti possa essere compilata a mano".
