ROMA, 5 AGO – Confermata, dalla Cassazione, la multa di quattromila euro a carico di Carlo Rinaldo Tomassini ex direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria senese per il ritardo con il quale, una volta insediatosi alla guida del policlinico 'Le Scotte', nel novembre 2005, aveva provveduto, solo nell'agosto 2006, a chiedere l'autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali dell'importante struttura da lui diretta che era priva di allaccio con il depuratore.
Senza successo il manager – ora passato a dirigere il policlinico di Pisa – ha chiesto di non essere multato in quanto il suo comportamento era stato dettato "dalla necessità di garantire la continuità dell'attività della struttura sanitaria". I supremi giudici gli hanno replicato che non è possibile concedergli alcuna giustificazione in quanto "lo scarico abusivo delle acque reflue industriali provenienti dal policlinico 'Le Scotte' era dovuto non ad una situazione di emergenza, improvvisa e non altrimenti gestibile, ma esclusivamente alla condotta negligente del Tomassini in relazione alla tardività con cui era stata richiesta l'autorizzazione per lo scarico delle predette acque reflue industriali ed era stata affrontata la soluzione dei problemi connessi".
L'autorizzazione allo scarico veniva rilasciata nell'ottobre del 2008 – ricorda la sentenza 30366 della Cassazione, sulla scorta del verdetto emesso dal Tribunale di Siena il 18 giugno 2009 – "dopo che erano state eseguite le opere necessarie per l'adeguamento degli impianti ai fini dell'allacciamento degli stessi al depuratore comunale delle 'Tolfe'".
A Tomassini è addebitata la colpa per la "mancanza della tempestiva e dovuta diligenza in riferimento sia alla tardiva presentazione della richiesta di autorizzazione per lo scarico delle acque industriali, sia alla risoluzione dei problemi e delle questioni tecnico-amministrative connesse al rilascio dell'autorizzazione".
Fino al 2008 il policlinico senese ha scaricato reflui senza autorizzazione.