Adempiere ad attività proprie di un infermiere senza esserlo, se fatto «saltuariamente» per «sopperire alla carenza di personale infermieristico» non è reato.
Lo ha sottolineato la Cassazione che, ribaltando una doppia condanna per esercizio abusivo della professione infermieristica, ha assolto «perchè il fatto non sussiste» una coordinatrice della casa di riposo del Comune di Crevacuore (Vercelli) che nel 2002 aveva svolto, pur non essendolo, attività proprie di un infermiere.
In particolare, secondo quanto ricostruisce la sentenza 14603 della sesta sezione penale, Maria Teresa P. nella casa di riposo da lei diretta aveva tentato di praticare un prelievo ematico e in altre occasioni aveva effettuato iniezioni insuliniche o intramuscolo ai pazienti ricoverati.
