ROMA – Nessuna scusante per la ''subcultura maschilista e intollerante'' di quegli uomini che pensano di avere ''il controllo della situazione'', in famiglia usando le offese e la violenza nei confronti della moglie senza accettare il principio dell'uguaglianza dei coniugi e senza rendersi conto dell'ormai avvenuto cambiamento dei costumi.
Lo ha stabilito la Cassazione che d'ora in poi rifiutera' la concessione delle attenuanti ai mariti violenti che invocano clemenza sostenendo di prendere ancora ad esempio il modello del padre e marito padrone. Cosi' la Suprema Corte ha confermato la condanna per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti di Nazareno C., un marito pugliese che per trent'anni, a partire dal secondo giorno di matrimonio, aveva vessato la moglie Archina D.G. che solo dopo tanto tempo ha deciso di denunciarlo.
