CATANIA – Una donna rifiuta al clan di nascondere droga nell'abitazione che occupa abusivamente nel Palazzo di cemento, nel popoloso rione Librino di Catania, e affiliati al gruppo per ritorsione la rapinano e la 'sfrattano', mettendo un lucchetto alla porta d'ingresso e costringendola a dormire per strada.
E' quanto emerge dalle indagini della squadra mobile della Questura di Catania che ha portato all'arresto di 14 presunti appartenenti a due cosche rivali: 10 del gruppo Arena e quattro di quello Nizza, che si contendono il 'mercato' della droga.
Tra gli arrestati anche Simone Arena, 23 anni, figlio del presunto boss Giuseppe, e unico maschio della famiglia ancora libero, visto che altri suoi quattro fratelli sono gia' detenuti, come il padre. Secondo l'accusa il gruppo, che si servirebbe di minorenni come pusher e vedette, gestiva lo spaccio cocaina e marijuana.
Due appartenenti all'organizzazione avrebbero compiuto una rappresaglia nei confronti di una donna che si era rifiutata di nascondere della droga in casa: e' stata rapinata, 'sfrattata' e costretta a dormire per strada.
Arrestato anche Fabrizio Nizza, 37 anni, per spaccio di cocaina, indicato dalla squadra mobile della Questura come ''figura di primo piano nell'area militare della cosca Santapaola'' e considerato figura apicale di un'organizzazione che traffica cocaina.
Secondo le indagini della polizia sarebbe stato in possesso di mitragliatori Kalashnikov. Gli investigatori hanno trovato un libro mastro con i ricavi dell'attivita' di spaccio per un volume d'affari superiore ai 150mila euro.