NAPOLI – ''Perche' dobbiamo morire? Siamo persone oneste e innocenti, non trasportavamo droga e non facevamo contrabbando. Il popolo italiano non puo' averci abbandonato cosi'. Pensiamo ai nostri figli. Vogliamo rivederli''. E' la drammatica testimonianza di Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della Savina Caylyn, la petroliera della societa' armatrice Fratelli D'Amato, sequestrata il 6 febbraio scorso da pirati al largo della Somalia. La sua voce e' stata raccolta con una telefonata a La Repubblica che ne riferisce nell'edizione napoletana. ''Mangiamo un po' di riso al giorno, molti di noi sono malati e dobbiamo stare sempre seduti per terra. Siamo guardati a vista da sessanta pirati armati fino ai denti che diventano sempre piu' nervosi e violenti perche' vedono che non riescono a ottenere il riscatto''. ''Vi prego, aiutateci. Il governo ci aiuti'', e' l'implorazione del comandante.