ROMA – “Senti che schiaffi a 200 nodi… cazzo gli hai dato 250, le ammazziamo le persone!”. Il primo pilota Raoul Simoneschi, 53 anni, aveva avvisato il suo secondo Fabrizio Sansa, 39 anni, che qualcosa non andava nell’atterraggio. Il volo Roma-Palermo dell’Airbus A300 della Wind Jet il 24 settembre del 2010 non raggiunse la pista di Punta Raisi. Atterrò fuori pista, nonostante gli strumenti di bordo segnalassero problemi. Simoneschi è stato licenziato, mentre Sansa non ha ottenuto il rinnovo del suo contratto a tempo determinato, come racconta il quotidiano La Stampa.
Simoneschi disse a Sansa: “Comincia a rallentare, non correre… che cazzo corri a fare… rallenta la speed… basta, perché devi… cioè allora per scendere tu mi acceleri l’aeroplano in turbolenza… minchia… ma sei proprio… come cazzo fai! – e continuò – Cazzo, gli hai dato 250, le ammazziamo le persone! Ora se vuoi togli l’aerofreno, riduci il variometro o vai in vertical speed… senti, senti come arriva l’acqua? A secchi la sta buttando l’acqua, mi sto rompendo…”. La conversazione registrata dalla scatola nera poco prima dell’impatto mostra un tono come tra maestro ed allievo, ma la lezione non è andata a buon fine per i 123 passeggeri. I pm Maurizio Scalia, Carlo Lenzi e Gaetano Paci hanno scoperto che non fu il wind-shear a portare l’aereo fuori pista, ma la colpa dell’incidente è delle errate manovre di atterraggio da parte dei piloti.
