Cecile Kyenge: “Mia figlia maltrattata in autobus, pensavano fosse straniera”

ROMA – Giulia, la figlia del ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, è stata trattata male in autobus dal conducente, il quale pensava “fosse straniera e che volesse fare la furba per non pagare il biglietto”: a raccontarlo, in un’intervista al settimanale Chi è lo stesso ministro di origine congolese.

“Non ho avuto problemi in Italia, sia quando sono venuta a Roma per studiare medicina, sia quando mi sono trasferita a Modena per vivere e lavorare. Certo, all’inizio c’era grande diffidenza, gli italiani però hanno una grande tradizione di accoglienza. A mia figlia, che è italiana, è andata peggio”.

Giulia è una delle due figlie della Kyenge, nate dal matrimonio con l’ingegnere calabrese Domenico Grispino. “Le ragazze non si sentono diverse , perché hanno un padre italiano”, racconta il ministro. “Un giorno, però, Giulia è tornata scioccata perché il conducente dell’autobus l’aveva trattata male, pensando fosse straniera e che volesse fare la furba per non pagare il biglietto, mentre la sua tessera non funzionava. E’ stato aggressivo e i compagni hanno dovuto difenderla. Io sogno di vedere le persone trattate come cittadini, senza differenze. La persona dovrebbe stare al centro di un progetto per una nuova convivenza”.

Published by
Elisa D'Alto