MILANO – Cecilia Morosini, la famosa neuropsichiatra soprannominata “la signora dei risvegli” per le sorprendenti guarigioni ottenute su persone in coma, sarebbe stata raggirata dall’autista e dalla badante. I militari della Gdf di Milano hanno arrestato due persone accusate di circonvenzione di incapace ai danni di Cecilia Morosini, 90 anni, professoressa antesignana della neuropsichiatria infantile e specializzata nella metodica Feuerstein, già direttore della Scuola di specializzazione in Medicina fisica e riabilitazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, nonché legale rappresentante di due Onlus attive nel settore della riabilitazione per disabili.
Le indagini hanno portato al sospetto che l’autista e la badante avrebbero indotto la Morosini a compiere atti per prelevare dal suo patrimonio 500mila euro e “girare” la somma a favore dei due soggetti. Cecilia Morosini è stata soprannominata “la signora dei risvegli” per il suo importantissimo lavoro nell’Associazione per la riabilitazione dei comatosi, dove per trent’anni ha assistito gli ammalati conseguendo sorprendenti guarigioni.
Dalle indagini condotte dal pm di Milano Luca Gaglio è emerso che l’autista e direttore di gestione delle due Onlus (di cui la Morosini è legale rappresentante) e la badante, abusando dello stato di infermità della professoressa e sfruttando la loro posizione di vicinanza, avrebbero indotto Cecilia Morosini a compiere una serie di atti per lei dannosi. Si va dalla progressiva spoliazione dei conti correnti alla predisposizione di un testamento olografo nel quale tra gli eredi universali veniva indicata la donna; dall’acquisto di un’auto di lusso utilizzata dall’uomo al riscatto anticipato di polizze vita intestate alla luminare, fino al rilascio di una procura generale a favore dell’autista-direttore per l’esecuzione di qualsiasi atto di ordinaria e straordinaria amministrazione. Nonché la firma a favore sempre dell’autista-direttore per l’acquisto di un appartamento utilizzato dalla badante. In questo modo i due avrebbero prosciugato i conti dell’anziana professoressa per oltre mezzo milione di euro.