ROMA, 19 FEB – ''Non si capisce razionalmente questa bufera su Celentano, il quale ha reiterato l'invito ai giornali cattolici, Avvenire e Famiglia Cristiana, di parlare di Dio, dell'anima e dell'aldilà''. A rilevarlo e' il professor Alberto Giannino, presidente dell'Adc, Associazione culturale docenti cattolici.
''Le questioni di fede, contrariamente a quanto pensano i direttori delle due testate – spiega Giannino – interessano molto i cattolici praticanti e il fatto di non averle trattate adeguatamente, ha creato una generazione di ignoranti che non conoscono la Bibbia, Gesù Cristo la usa vita, il suo mistero e il suo messaggio, la Chiesa, le Chiese, il confronto con le altre religioni, la dottrina sociale della Chiesa, e il suo Magistero. Celentano ha sbagliato usando toni eccessivi, ma nella sostanza tutti condividiamo il suo invito a cambiare''.
''Chiudere le due testate – prosegue il presidente dell'Adc – è certamente esagerato e impensabile, ma non si può parlare solo di attualità e politica pensando di catturare nuovi lettori per superare la crisi, aumentare la tiratura, e le copie nelle edicole. I due giornali sono cattolici e devono dire qualcosa di cattolico senza fare necessariamente del proselitismo, ma dando una informazione religiosa. Infine, insultare il cantante con l'epiteto di ignorante, è segno di mancanza di carità verso il prossimo. Il che, per dei cattolici, non è certo un segno di tolleranza e di rispetto''.