Censimento:obbligo di risposta o multa fino 2 mila euro

ROMA – E' obbligatorio per i cittadini rispondere, e rispondere ''correttamente'', al questionario sul censimento. Chi non ottempera a questo obbligo (fissato da un decreto legislativo del 1989, n. 322) incorre in una sanzione amministrativa che puo' andare da un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.065.

Le multe vengono emesse solo se – dopo una procedura di accertamento – si rileva che il rifiuto a rispondere alle domande e' netto e ''consapevole''. Stesso trattamento e' previsto per chi volontariamente risponde in modo errato alle domande col rischio cosi' di alterare i risultati della rilevazione. Tuttavia, la normativa in vigore prevede che i cittadini possano rispondere o meno alle domande che riguardano dati sensibili.

Dal canto suo, l'Istat ha l'obbligo della riservatezza dei dati personali raccolti nel Censimento. Infatti, l'Istituto nazionale di statistica e' tenuto a rispettare il segreto statistico e il segreto d'ufficio.

I dati raccolti possono essere utilizzati solo per fini statistici e non possono essere comunicati ad altre istituzioni o persone, se non elaborati e pubblicati sotto forma di tabelle e in modo tale che non sia possibile alcun riferimento a persone identificabili. Il rispetto del segreto statistico si inserisce nella piu' ampia tutela dei dati personali prevista dal Codice in materia di protezione dei dati personali.

Al di la' di questi obblighi di legge, l'Istat sottolinea che ''in 85 anni di attivita' non e' mai venuto meno il rispetto della riservatezza delle informazioni raccolte''.

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Alessandro Avico