ROMA – Cresce la protesta sociale: 9 milioni di italiani hanno partecipato nell'ultimo anno a manifestazioni di protesta autorizzate per ragioni diverse. E' quanto emerge dal terzo dei quattro appuntamenti di riflessione organizzati dal Censis in giugno, dedicati quest'anno a 'La crisi della sovranita'', in cui si e' parlato di 'antagonismo errante'.
Si tratta del 17,7% della popolazione maggiorenne, una percentuale in forte crescita rispetto a quella rilevata dal Censis nel 2004 (11,8%). Nell'ultimo anno il 19,3% degli italiani maggiorenni ha fatto parte, secondo lo studio, di un'associazione che opera in difesa di interessi locali (territorio, quartiere, ecc.) o tematici (ambiente, diritti civili, ecc.), il 17,7% ha partecipato a una manifestazione di protesta autorizzata contro una decisione pubblica (proposte di legge, decreti, ordinanze, ecc.), il 16,9% ha aderito a uno sciopero per difendere un diritto lavorativo o professionale, il 15,9% ha firmato una petizione, il 4,5% ha inviato una lettera di lamentela a un quotidiano, il 3,3% ha partecipato a una manifestazione di protesta non autorizzata o di disobbedienza civile (blocco stradale, corteo spontaneo, ecc.).
Quest'ultimo dato corrisponde a 1,5 milioni di persone, certo non riconducibili a un'area del dissenso militante e organizzato. In generale, cresce la protesta sociale dando vita a contestazioni molto frammentate, che tendono a non tradursi in un reale conflitto sociale. Danno vita ad aggregazioni temporanee, con legami labili e un impegno a termine, ma consentono – secondo l'analisi del Censis – di relativizzare il disagio individuale e di stemperare lo smarrimento dell'individuo-suddito, che subisce decisioni assunte molto lontano da lui e calate nel suo spazio: dai No Tav ai giovani frustrati a causa delle scarse prospettive occupazionali, dalla rabbia per gli squilibri di reddito o la tassazione eccessiva alla ventata attuale di antipolitica.
In Italia la realizzazione di una grande opera raramente non da' vota a proteste. Nel 2005 le opere contestate erano 190, nel 2011 il numero è salito a 331. Il 62,5% delle proteste riguarda impianti energetici, il 31,4% i rifiuti, il 4,8% le infrastrutture viarie. Il 51% delle contestazioni riguarda interventi non ancora autorizzati. I più inclini alla protesta sono i giovani: più di un quarto (il 26,2%) ha partecipato nell'ultimo anno a manifestazioni di piazza e il 7% ha preso parte addirittura a proteste illegali o non autorizzate.
Anche il 14,7% degli ultrasessantacinquenni è sceso in piazza. A ingrossare la protesta è la popolazione adulta in età lavorativa: il 38,5% dei manifestanti ha tra 45 e 64 anni. In base ai livelli di istruzione, è aumentato il coinvolgimento in episodi di protesta soprattutto dei laureati (la percentuale di quelli che hanno manifestato è passata dal 16% del 2004 all'attuale 24%) e dei soggetti meno istruiti (dal 4,9% al 9,3%).