Cessaniti (Vibo Valentia): incendiata l'auto di don Tonino

CESSANITI (VIBO VALENTIA), 20 GIU – ''Non mi lascio intimorire. Se ne dovranno andare via loro, non io''. A dirlo e' stato stasera don Tonino Vattiata, il parroco della frazione Pannaconi di Cessaniti e esponente di Libera al quale domenica socrsa e' stata incendiata l'automobile.
Il sacerdote stasera ha celebrato una messa particolare nella chiesa di Maria della Lettera. Ad assistere tanti fedeli (molti sono rimasti fuori dalla chiesa non riuscendo a trovare posto) con indosso le magliette ''verde speranze'' distribuite da Libera che aveva lanciato un appello a tutta la comunita' ad assistere alla funzione quale segno di reazione all'arroganza criminale. Tra i tanti hanno aderito all'appello, le autorita' civili e militari della provincia, a cominciare dal prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella.
L'omelia di don Tonino e' stata piu' volte interrotta dagli applausi dei fedeli. ''E' un momento teso, di sofferenza – ha detto il sacerdote – che pero' non ci deve scoraggiare ma spronarci a guardare avanti e farci diventare protagonisti del presente per costruire il nostro futuro. E' umano avere paura. Non e' umano, invece, essere vigliacchi, codardi. Noi dobbiamo volgere il nostro sguardo al Signore che colma i nostri timori e ci libera da ogni turbamento''.
Don Tonino ha quindi rassicurato i suoi parrocchiani: ''State tranquilli, non mi lascio intimorire da questi gesti. Non sara' un attentato incendiario ad allontanarmi, non saro' io ad andarmene, ma loro. Ed ho la forza di farlo perche' so di non essere solo, e questa sera ne e' la testimonianza tangibile''.
Quindi il sacerdote si e' rivolto agli autori dell'incendio della sua auto: ''non provate vergogna per cio' che avete fatto? cosa volevate ottenere dando a fuoco l'auto di un prete? Come potete entrare in chiesa e farvi il segno della Croce? A voi dico di convertire la vostra vita e tornare a percorrere la strada di Cristo anche se dovrete pagare un prezzo elevato ma almeno potrete sperare di morire nel vostro letto, di vecchiaia e non in carcere o finendo uccisi. Io credo nella giustizia divina ma anche in quella umana e saro' giudice giusto e misericordioso se ci saranno reali segnali di cambiamento, ma se cio' non avverra' non faro' sconti ad alcuno''.
''La 'ndrangheta, e non ho timore a pronunciare questa parola – ha concluso – e' ignoranza, sofferenza, sottosviluppo, male nella sua forma piu' crudele. Convertitevi''.

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Alberto Francavilla