ROMA, 7 OTT – ”Oltre trecentomila dipendenti in meno nel pubblico impiego tra il 2008 e il 2013: questo l’obiettivo annunciato dal Governo e dal Ministro della Funzione Pubblica”. E’ quanto denunciano in una nota la segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, e il segretario confederale di corso d’Italia, Fulvio Fammoni.
La segretaria generale della Fp Cgil, Rossana Dettori, e il segretario confederale di corso d’Italia, Fulvio Fammoni, alla vigilia della manifestazione nazionale in programma domani a Roma ”Pubblico e’ futuro” sottolineano che ”incuranti della crisi, dell’alta disoccupazione, delle ricadute sulle condizioni delle persone, del funzionamento della P.A., si procede in tutti i modi verso questo obiettivo. Gli strumenti preferiti sono l’uscita anticipata per pensionamento e l’accanimento verso i precari. Si decidono norme sbagliate e si programmano futuri interventi sulle pensioni per incentivare la fuoriuscita. Un ‘si salvi chi può’ che ha coinvolto anche chi potrebbe o vorrebbe  restare”.
Per i due dirigenti sindacali ”naturalmente questo non porta beneficio alla spesa pubblica, ma serve a dire che e’ calata la spesa per il personale. Uscite indistinte che provocano ripercussioni gravi sui servizi: altro che riorganizzazione ed efficienza! Ma evidentemente e’ proprio quello che si vuole, in aggiunta ai tagli, come afferma il ministro del Lavoro, per destrutturare tutto quello che e’ pubblico e che ha a che fare con funzioni pubbliche”. Per i precari, sostengono, ”si fanno scelte ancora piu’ gravi: si decide per legge il licenziamento di queste persone, mentre aumentano invece le consulenze, senza dare alcuna tutela. Nella P.A. l’unico ammortizzatore e’ l’indennita’ di disoccupazione, in molti casi gia’ esaurito. Per i contratti di collaborazione non c’e’ proprio niente. L’indennita’ istituita due anni fa per i collaboratori che perdono il lavoro esclude i pubblici dipendenti e nonostante il fondo abbia ancora piu’ del 70% della capienza non si cambia, a costo zero, la norma”.
Ecco perche’, concludono Dettori e Fammoni, ”parlare di accanimento e’ giusto e motivato e perche’ le scelte del Governo sono sbagliate e vanno cambiate. Domani, la grande manifestazione nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici dei settori pubblici avra’ ancora una volta al centro il lavoro e i diritti delle persone”.
