FIRENZE, 16 GIU – Ergastolo e tre anni di isolamento diurno. E' la richiesta dei pm Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini per il boss mafioso Francesco Tagliavia oggi al processo sulle stragi del '93. Fulcro del processo il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, grande 'accusatore' di Tagliavia per il quale, nella loro requisitoria, i pubblici ministeri hanno parlato di ''intrinseca credibilita' processuale''. Il pm Crini ha anche affrontato il versante mandanti e trattativa tra Stato e mafia concludendo pero' che ''bene ha fatto la corte a voler approfondire'' questi due temi. Ma questi approfondimenti dimostrano – secondo Crini – che non vi sono gli estremi per poter contestare a qualcuno al di fuori di Cosa Nostra il concorso nelle stragi''.
Il primo a prendere la parola e' il pm Giuseppe Nicolosi, in dirittura di arrivo di un processo cominciato nel novembre scorso e al quale sono comparsi in veste di testimoni, tra gli altri, gli ex ministri dell'epoca Conso (Giustizia) e Mancino (Interni). Per gli stessi reati sono gia' stati condannati con sentenza definitiva capi mafia e gregari, fra cui il vertice di Cosa Nostra costituito da Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, Matteo Messina Denaro. Nicolosi definisce ''unica'' la stagione delle stragi, unico precedente immaginabile la guerra, e delinea la figura di Tagliavia, boss al comando della famiglia di Corso dei Mille. ''I collaboratori sfilati in questa aula – ricorda il pm – hanno ben definito quale era la sua posizione, la sua caratura e i suoi rapporti con Graviano, il vero dominus della vicenda delle stragi. Tra le sua attivita' primarie ci sono il contrabbando e il traffico di hashish''. Tagliavia, ricorda Nicolosi, cerca collaborazione a Firenze per il supporto logistico alla strage di via dei Georgofili. ''Spatuzza – ha proseguito il pm – ha spiegato che Tagliavia mise a disposizione della campagna di stragi tre suoi uomini: Barranca, Giuliano e Lo Nigro. La loro disponibilita' e' dimostrata dagli atti criminali compiuti insieme. E che Tagliavia abbia avuto ruolo nelle stragi lo dimostra il fatto che i tre erano a sua completa disposizione''. Poi Nicolosi parla di Spatuzza ''una persona vicinissima ai Graviano''. ''La sua attendibilita' – aggiunge – e' indiscutibile per la procura''.
Spatuzza, secondo il pm Crini, ''espone sempre cose che nella propria posizione criminale e' in grado di dire. Non ci mette dentro altre cose. Ma si mantiene sempre nell'area di fatti legati al calibro che gli compete''. Crini affronta il tema della trattativa e sottolinea che non c'e' solo quella del 'papello' di cui Brusca parlo' proprio al processo di Firenze affermando che il referente era il senatore Mancino e che le stragi non furono una reazione al 41 bis ma piuttosto al maxiprocesso. Secondo Crini ''ce ne sono state anche altre'' a diversi livelli. ''In un contesto d'emergenza cosi' inusitato – ha detto – dopo Capaci e via D'Amelio si tratto' di sfruttare la situazione e vedere di trovare un filo di contatto''. Ma, conclude il pubblico ministero, gli argomenti non sono stati tali da poter contestare il concorso nelle stragi a qualcuno al di fuori di Costa Nostra.
E' il pm Nicolosi a prendere la parola alla fine per pronunciare la richiesta di ergastolo per Tagliavia. ''Riteniamo Tagliavia pienamente responsabile dell'avvio della campagna di stragi e di tutti i fatti di strage – dice -, con l'aggravante di terrorismo e di eversione. E allora le conclusioni sono doverose. Non vogliamo demonizzare Tagliavia. Vogliamo che abbia il suo''.