Chirurghi: 'Diciamo di sbagliare solo se ci sono conseguenze'

ROMA – L'errore commesso dal medico va
comunicato solo se ci sono delle conseguenze. A pensarla in
questo modo e' il 57,8% dei chirurghi, mentre il 31,8% di essi
ritiene che se viene fatto un errore questo vada comunicato
sempre. Il dato emerge da un'indagine svolta dall'Associazione
chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) su oltre 700 specialisti,
presentata al XXX congresso dell'Associazione in corso a Colli
del Tronto (Ap).
Indubbio è che informare il paziente dell'evento avverso sia
difficile, e il 51,4% dei chirurghi che hanno risposto
all'indagine ammette questa difficoltà. Sul quando comunicarlo,
invece, quasi tutti (83,2%) ritengono di doverlo fare non appena
il paziente è in grado di apprendere la notizia. Su chi debba
comunicare l'errore, le percentuali vedono in testa l'artefice
dell'errore. Il 41,1%, infatti, individua nel responsabile colui
il quale dovrà dare la notizia. Ma non manca chi delega questa
responsabilità al direttore dell'unità operativa (37,5%). Solo
il 17% ritiene che debba essere compito del medico che ha in
cura il paziente. Il 51% dei chirurghi, inoltre, in caso di
evento avverso trova giusto porgere le scuse al paziente. E il
64% pensa che se si esprime rincrescimento, il paziente può
considerare di non chiedere il risarcimento dei danni.
Certo e' che chi commette un errore non riesce a
dimenticarlo: è così per una percentuale di chirurghi che
rasenta l'80%.
.

Published by
Alberto Francavilla