LIVORNO – Gli abitanti dell'isola di Gorgona hanno sempre contato sulla presenza del carcere, ma ora che il penitenziario potrebbe avviarsi alla chiusura, si interrogano sul loro futuro e su quello dell'isola.
''I gorgonesi se non vogliono veder ridurre la loro isola a terra di nessuno, devono mobilitarsi da subito per tornare, abitare ed organizzare una vita civile sull'isola'', e' l'appello di alcuni abitanti di Gorgona, l'isola piu' piccola dell'Arcipelago Toscano (e' larga due chilometri e lunga tre), di fronte a Livorno (ne dista 18 miglia) di cui e' frazione.
Il carcere-modello, dove i detenuti lavorano all'aperto, coltivano la terra, allevano animali e pescano, per decisione del ministero della Giustizia potrebbe andarsene – scrivono gli abitanti – dopo 142 anni di convivenza tra la colonia penale e l'isola.
''Tanti pericoli – scrive il comitato 'Abitanti Isola di Gorgona' – potrebbero nascondersi dietro questa chiusura, forse maggiori di quelli attuali, per la sopravvivenza del paese e degli abitanti, se non si sapra' gestire il dopo-carcere''.
Sull'isola, che fa parte del Parco dell'Arcipelago Toscano e il cui nome (dal greco) vuol dire sirena poiche' il suo profilo ricorda il volto di una donna che affiora dall'acqua, vive poco piu' di un centinaio di persone, tra abitanti, detenuti e agenti della polizia penitenziaria. L'accesso e' sottoposto a rigidi controlli e dal primo gennaio non fa neppure piu' scalo il traghetto della Toremar.
