– MODENA, 10 APR – L'eco, almeno per ora, non e' quello delle proteste sorte sull'Articolo 18, ma la decisione del segretario generale del ministero del Lavoro, presa il 5 aprile, di chiudere il sito Internet della Direzione Territoriale del Lavoro di Modena, ''al fine di garantire una rappresentazione uniforme delle informazioni istituzionali'', inizia a sollevare polemiche arroventate. Dai sindacati – Cgil e Cisl in testa – a esponenti politici, dal mondo delle cooperative a quello delle istituzioni, sino alla rivista 'Ancora in marcia', pubblicazione dei macchinisti italiani che taccia l'Esecutivo di un ''grave atto di censura'', la critica verso l'oscuramento dell'indirizzo dplmodena.it, cui dal 19 febbraio 2001 si sono rivolti oltre 18 milioni di visitatori, e' totale e trasversale. Oggi e' toccato al deputato Pd in commissione Lavoro della Camera, Lucia Codurelli, chiedere al ''ministro Fornero di fare chiarezza'', mentre ieri erano stati Giuseppe Giulietti, portavoce dell'associazione 'Art.21', e il senatore del Pd Vincenzo Vita ad annunciare un'interrogazione parlamentare e a ipotizzare che ''l'oscuramento sarebbe stato deciso dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero''. Nei giorni scorsi al ministero avevano gia' chiesto spiegazioni la Confcooperative di Modena e l'assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori – che aveva definito quella del sito web ''una chiusura incomprensibile di un servizio utile'' – oltre a Cgil e Cisl, le prime, in ordine di tempo, a far sentire la propria voce bollando la scelta ministeriale come ''incomprensibile, grave e ingiustificata''. Grazie a quel sito, annotavano, ''era possibile reperire dati, informazioni, riferimenti legislativi e normativi'', utili a chi si occupa del mercato del lavoro, di questi tempi al centro di una importante riforma. Altri strali e l'annuncio di una interrogazione parlamentare erano giunti, sempre nei giorni scorsi, dalla capogruppo Idv in Commissione Attivita' produttive del Senato, Patrizia Bugnano, che ha considerato ''inaccettabile'' la chiusura della pagina web. ''Peccato che la decisione di oscurare, comunque intollerabile, sia stata assunta solo nei confronti del sito di Modena – hanno rincarato Vita e Giulietti – uno dei piu' apprezzati e consultati in Italia. Comunque stiano le cose – e' la loro chiosa – la vicenda non e' accettabile: spetta ora al ministro chiarire e soprattutto predisporre la immediata riapertura del sito, evitando il solo sospetto che si sia trattato di un provvedimento censorio''. ''E pensare – conclude oggi in una mail Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze – che l'ex ministro Brunetta aveva premiato questo sito web e questo la dice lunga sulla sua importanza''. .
