
ROMA – La chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) potrebbe “mettere in libertà persone pericolose”. A lanciare l’allarme è la giudice del Tribunale di Roma, Paola Di Nicola, che ha scritto una lettera all’Associazione Nazionale Magistrati e alle autorità competenti in cui paventa “conseguenze in termini di impatto sociale e di sicurezza”, riferisce Giovanni Cedrone su Repubblica.
Nel mirino della giudice è un comma della legge 81 introdotto dal Senato che dispone che i soggetti socialmente pericolosi siano scarcerati senza prevedere misure sanitarie alternative. Nello specifico, la disposizione prevede che sia le misure di sicurezza detentive sia i ricoveri nelle REMS (Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza) non possano protrarsi per una durata superiore al tempo stabilito per la pena detentiva prevista per il reato commesso, fatta eccezione per i reati che prevedono l‘ergastolo.
In questo modo i giudici dovranno revocare le misure di sicurezza per internati pericolosi che abbiano superato il limite massimo della pena, con il risultato che persone considerate ad alta pericolosità sociale potrebbero tornare libere senza che siano state predisposte misure sanitarie, giudiziarie e sociali.
