Cibo e contagio. Ristorante sanificato (Ansa)
ROMA – Non si può sanificare tutto, figuriamoci il cibo: ma insomma, mangiare non è e non sarà un’attività a rischio contagio.
Specie se il cibo lo cuociamo, allora non si rischia proprio nulla: qualche rischio residuale e ipotetico su quelli crudi, ma davvero è un’ipotesi estrema, qualche malintenzionato dovrebbe sputarci sopra di proposito.
Il virologo Fabrizio Pregliasco ci rassicura e informa su quanto può succedere al ristorante o al supermercato o ai mercati all’aperto.
Sì, ma per esempio al ristorante, se il cameriere scriteriato o cattivo dentro sul piatto ordinato ci sputa sopra?
“In quella situazione paradossale il rischio esiste – ammette l’esperto con i, cronista de Il Giornale – ma il soggetto dev’essere un infetto e la sua carica virale dura circa quattro ore sulle cose.
E quindi, sì, ci si può infettare. Ma dev’essere una cosa voluta”.
“Se un infetto ha toccato con mani sporche dei prodotti che poi un’ altra persona raccoglie, il minimo di rischio c’ è.
Ma è una probabilità infinitesimale. È come vincere l’enalotto”, assicura il virologo.
Peraltro l’uso dei guanti conduce a una falsa sensazione di sicurezza, comunque esagerata: tocchi le cose e poi ti tocchi in viso, e siamo daccapo, lavarsi le mani continuamente è il modo più sicuro.
La carica virale resta in circolo quattro ore, poi si dimezza. Sulle superfici o anche sugli alimenti si trova fino a 72 ore, sulla plastica anche qualche giorno ma con carica virale bassa.
La cosa importante è evitare di avvicinare le mani sporche al viso o agli occhi. E lavarsi le mani appena possibile”, conclude Pregliasco. (fonte Il Giornale)