BARI, 28 MAR – ''Il Tribunale civile di Bari ordini l'immediata chiusura del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) del capoluogo pugliese, per accertata violazione dei diritti dell'uomo''. E' quanto chiede l'associazione di giuristi democratici 'Class action procedimentale' che ha ''citato in giudizio, sostituendosi al Comune e alla Provincia di Bari con un'azione popolare, la presidenza del consiglio dei ministri, il ministro dell'Interno e il prefetto di Bari perche' rispondano di quella che noi riteniamo essere la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo in atto nel Cie del capoluogo pugliese''.
I dettagli dell'iniziativa sono stati sottolineati oggi nel corso di un incontro con i giornalisti dal portavoce dell'associazione, Luigi Paccione. ''Si tratta – ha spiegato – della seconda fase dell' accertamento delle condizioni di vita dei detenuti all'interno del Cie, promossa piu' di un anno fa''. Un accertamento che ha portato a due sopralluoghi nel Cie al termine dei quali si e' rilevato che il Cie, ''nato per fini umanitari'' e' ''un vero e proprio carcere'' che tuttavia ''non garantisce neanche gli standard minimi previsti dall'ordinamento penitenziario''. Le condizioni dei servizi igienici vengono definite ''raccapriccianti'', in una una struttura per ''la quale non risulta alcun rilascio di certificazione di agibilita''' e che ''limita fortemente la liberta' personale''.