PECHINO – Lo scrittore cinese Li Tie, 52 anni, e' stato condannato a dieci anni di carcere per ''sovversione dei poteri dello Stato'' da un tribunale di Wuhan, nella Cina centrale.
Il giornale South China Morning Post, pubblicato a Hong Kong, riporta il racconto di un parente, secondo il quale lo scrittore si e' dichiarato innocente. L'accusa si basa su un saggio intitolato ''La dignita' umana e' equivalente al Paradiso'', nel quale lo scrittore invita i cittadini cinesi a difendere i loro diritti.
Li e' il terzo dissidente a essere condannato a una pesante pena detentiva nell'ultimo mese. Prima di lui Chen Xi era stato condannato anche lui a dieci anni, e anche lui per sovversione, da un tribunale del Guizhou, e Chen Wei aveva avuto nove anni di prigione nella provincia del Sichuan, sempre per sovversione.
