ROMA – ''Resto tranquillo perché continuo a ritenere di avere agito correttamente, nell'ambito delle responsabilità statutarie, esercitando il compito proprio, naturale del banchiere, senza commettere alcun illecito. Diversamente, in casi della specie, la funzione di ogni banchiere resterebbe paralizzata''.
Così Cesare Geronzi commenta con l'ANSA la sentenza di condanna a quattro anni di reclusione decisa questa sera nei suoi confronti dal Tribunale di Roma al termine del processo per il crac Cirio.
''Per questa ragione e per la fiducia che nutro nella Magistratura – aggiunge – confido che in sede di appello come è già accaduto in un'altra circostanza del genere, l'ulteriore, ponderata riflessione consentirà di fare piena chiarezza e di riconoscere l'assoluta non colpevolezza del mio comportamento''.
