
MILANO – Da dove è uscito Claudio Giardiello, l’autore della strage al tribunale di Milano? Chi altro voleva uccidere? Come ha scelto le sue vittime? Sono queste, scrive Stefano Rizzato su la Stampa, le domande senza una risposta della sparatoria al palazzo di Giustizia. A dir la verità, il giornalista inserisce un altro interrogativo, che però una risposta sembra averla implicita: gli omicidi erano premeditati? Considerato che aveva portato con sé una pistola e un tesserino falso (per entrare in tribunale da un’entrata secondaria) è difficile credere all’ipotesi che abbia improvvisato sul momento (e questo lo scrive anche il cronista de La Stampa). Ecco le domande di Rizzato:
Da dove è uscito?
Anche su questo ci si deve affidare ai “forse”. Forse è uscito da via Manara, dallo stesso ingresso laterale da cui (forse) era entrato. Per chiarire questo punto saranno utili i filmati delle telecamere di sorveglianza, le stesse che hanno consentito di risalire alla targa dello scooter Suzuki usato dall’omicida per fuggire.
Dopo la strage al Tribunale, chi altro voleva uccidere?
Quando i carabinieri l’hanno fermato a Vimercate, vicino al centro commerciale Torri Bianche, il 57enne immobiliarista aveva in mente di sparare ancora. La sua non era solo una fuga. Voleva raggiungere un’altra delle persone coinvolte nel processo per bancarotta che lo riguardava. E uccidere anche lui. È l’altro grande punto su cui fare luce: i carabinieri hanno identificato chi era il prossimo bersaglio dell’uomo, a quanto pare un altro dei suoi ex soci, ma tengono assoluta riservatezza sulla sua identità.
Come ha scelto le sue vittime?
“Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato”, avrebbe detto Giardiello ai carabinieri, al momento dell’arresto. Abbastanza chiaro allora perché abbia puntato la pistola sull’ex legale e su uno degli ex soci, imputato come lui nel processo per bancarotta fraudolenta. Resta invece da capire quale ruolo abbia avuto il giudice Ciampi nella vicenda. E va chiarito anche quale colpa, agli occhi di Giardiello, avesse Stefano Verna, il commercialista incontrato dal killer sulle scale tra il terzo e il secondo piano del Tribunale e ferito ad una gamba.





































