MILANO, 23 GIU – L'Istituto Clinico Citta' Studi, ex clinica Santa Rita di Milano, ha chiesto alla Corte d'Appello del capoluogo lombardo che, anche prima che si apra il processo di secondo grado con al centro i presunti interventi inutili e dannosi, revochi o sospenda ''la provvisoria esecuzione delle statuizioni civili''.
Ossia, l'Istituto chiede di 'bloccare' i risarcimenti, per un totale di 1 milione e 405 mila euro, che deve versare ad alcuni ex pazienti, in virtu' della sentenza di primo grado che ha condannato, tra gli altri, l'ex primario Pier Paolo Brega Massone a 15 anni e mezzo di carcere.
L'istituto, sottolinea l'avvocato Luca Troyer nell'atto di impugnazione, ''anche in ragione della transazione a suo tempo stipulata con la Regione Lombardia e la Asl che ha comportato un esborso di piu' di 7 milioni di euro, ha chiuso anche l'ultimo bilancio di servizio con una perdita pari a euro 4.517.875''. E dunque, spiega l'avvocato, ''non c'e' alcun dubbio che la provvisoria esecuzione di una simile somma rechi quale inevitabile conseguenza un pregiudizio ingente, e anzi potenzialmente irreversibile per l'Istituto clinico''.
In sostanza, la difesa dell'Istituto, condannato ai risarcimenti come responsabile civile, chiede di non dover pagare prima che sia emessa la sentenza definitiva. Infatti, si legge nell'atto di impugnazione, ''l'eventuale contemporanea liquidazione delle statuizioni civili implicherebbe senz'altro l'esborso di quella spropositata somma di denaro, che metta in pericolo non solo la possibilita' di recupero ma altresi' elida in modo estremamente rilevante il patrimonio dell'obbligato''.
