Cogne Bis. Franzoni senza manette in aula, il pm le stringe la mano

Annamaria Franzoni

Annamaria Franzoni, condannata per l’uccisione del figlio Samuele Lorenzi, è entrata nell’aula del palazzo di giustizia di Torino dove si svolge il cosiddetto processo Cogne-bis.

La donna, senza manette ai polsi ma vigorosamente tenuta sottobraccio da una agente della polizia penitenziaria e scortata da altri agenti, è apparsa stanca ma ha sorriso ai parenti che erano già in aula.

Calma, serena e a tratti sorridente: così è apparsa Annamaria Franzoni all’inizio dell’interrogatorio a processo Cogne bis in cui è imputata di calunnia. Ma quando ha rievocato il giorno della morte del figlio Samuele, la donna non ha trattenuto le lacrime.

In aula ha ripetuto, arricchendolo, con diversi particolari, il racconto che per sommi capi aveva già reso al processo terminato con la sua condanna per omicidio. Maglietta blu e jeans, capelli neri sciolti sulle spalle, un po’ più lunghi dell’ultima volta che è apparsa in pubblico, quando in apertura di udienza il giudice Roberto Arata le ha chiesto se avesse due figli, lei ha risposto in modo affermativo. Poi, alzando gli occhi al cielo, ha detto: “Tre”.

Mentre veniva accompagnata al suo posto, a fianco dei suoi legali, Paola Savio e Loreno Imperato, il pm Giuseppe Ferrando l’ha salutata con una stretta di mano e lei le ha sorriso. Tra il pubblico, una quarantina di persone, ci sono anche alcuni studenti di giurisprudenza italiani e francesi.

La mamma di Cogne, che sta scontando nel carcere di Bologna la condanna a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele, sarà ascoltata nell’ambito del processo cosiddetto Cogne bis nel quale è imputata per calunnia nei confronti del vicino di casa Ulisse Guichardaz, indicato in un dossier presentato a Torino nel 2004 (all’indomani della sentenza di condanna in primo grado) dall’allora avvocato difensore della donna Carlo Taormina.

La Franzoni torna cosi’ a Torino poco più di tre anni dopo la sentenza di appello che venne emessa nella maxiaula 6, a due aule di distanza da quella in cui si svolge oggi la nuova seduta (aula 3). Al processo sono presenti numerosi fotografi e giornalisti.

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