Colosseo, crollo dovuto a smog e cambio temperatura. Stanziati 2,5 milioni per il restauro

Lo smog e le alterazioni della temperatura: sarebbero questi i fattori che che hanno determinato il crollo in una delle volte del Colosseo. Lo ha spiegato l’architetto Meo Grossi, direttore tecnico dell’anfiteatro Flavio che oggi ha effettuato un sopralluogo con il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro. Insieme hanno anche spiegato i dettagli degli interventi di restauro che sono già iniziati.  “Il punto è soggetto inoltre a forti correnti d’aria. Il Colosseo, come tutte le rovine, ‘respira’ e ha molta permeabilità”. Grossi ha spiegato che il crollo sarebbe avvenuto nella prima mattina di domenica, alle 6 circa, e ha interessato uno dei lacerti della malta originale, “quella di epoca Flavia”.

I frammenti sono caduti a terra, ha aggiunto Grossi, perché la rete di protezione (installata di recente in occasione di una mostra), si è sganciata da un suo supporto. “Le reti – ha spiegato – sono sufficienti per la sicurezza: forse se fosse stata agganciata meglio i frammenti non sarebbero caduti”. Alla vista del luogo del crollo, Giro ha commentato: “E’ un danno serio”.

Giro e Grossi hanno poi spiegato gli interventi di restauro in corso: ci sono 4 tranche per un totale di 1 milione 770 mila euro che riguardano l’attico, il terzo ordine e gli ipogei e saranno chiuse entro luglio. Altri tre progetti, per un totale di 760 mila euro e che riguardano primo e secondo ordine, saranno poi assegnati proprio in questi giorni e dovrebbero finire entro fine anno.

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