MILAN – Nel giro di due mesi ha tentato di uccidere una donna, conficcandole un cacciavite in testa, prima di rapinarla, ed ha poi abusato di altre due donne, dopo averle prese a pugni rompendo loro il naso. L'uomo, un egiziano di 34 anni, e' stato condannato oggi con rito abbreviato a 19 anni e un mese di carcere dal gup di Milano, Andrea Salemme, per tentato omicidio, rapina, violenza sessuale e lesioni.
All'egiziano, Ahmed Mahdi, il pm Giuseppe D'Amico, che aveva chiesto per lui 12 anni, ha contestato 10 capi di imputazione per quei tre episodi di brutale violenza sulle donne. Lo scorso 13 novembre, nelle prime ore del mattino, l'uomo aveva colpito alla testa con un cacciavite una donna ucraina in via Bacchiglione, portandole via la borsetta. Il cacciavite era addirittura penetrato nel cervello della donna che ha dovuto sottoporsi a una delicata operazione chirurgica. In precedenza, il 17 ottobre, l'egiziano aveva aggredito dentro l'androne di un palazzo una donna milanese, prendendola a pugni e rompendole il naso, e poi minacciandola con una lama per farsi consegnare pochi contanti, anelli d'oro e un cellulare. Dopo la rapina aveva anche abusato di lei.
Nelle settimane precedenti, l'11 settembre, l'uomo in corso Buenos Aires aveva spinto contro una parete un'altra donna, sempre prendendola a pugni per portarle via alcuni bracciali e anelli e un telefono. Anche lei era stata molestata dall'egiziano. Il rapinatore e violentatore era stato poi fermato dagli uomini della Squadra Mobile grazie allo strumento investigativo delle intercettazioni. Il giudice oggi ha anche riconosciuto un risarcimento di 100 mila euro all'ultima vittima, la giovane ucraina.