Comandante della Caylin: “I marò non sono dei pistoleri”

ROMA – ”Sono sicuro, memore della mia esperienza, che i militari italiani hanno eseguito le procedure dettate dal codice di ingaggio e certo non fanno parte di quel tipo di militari ‘trigger happy’ (pistoleri – ndr) come qualche organo di stampa internazionale li ha descritti”.

A parlare – o meglio a scrivere, in una lettera di solidarieta’ ai fucilieri di Marina arrestati in India – e’ Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante della motocisterna Savina Caylin rimasta per 316 giorni nelle mani dei pirati somali.

Published by
admin