CAMERINO (MACERATA), 9 MAG – Una frode da oltre 230 mila euro nel commercio del tartufo e' stata scoperta a Sefro (Macerata) dalla Guardia di finanza di Camerino, che ha denunciato un imprenditore del posto e altre tre persone, e sequestrato al commerciante beni per una somma equivalente a quella evasa. Tutto e' nato da una segnalazione al 117 su presunte irregolarita' fiscali commesse dal commerciante. Il quale, sperando di farla franca, aveva distrutto tutta la documentazione relativa. I finanzieri pero' sono riusciti a ricostruire l'intero giro di affari e le attivita' illecite delle aziende dell'imprenditore.
Si e' scoperto cosi' che l'uomo acquistava tartufi 'in nero', per poi registrare in contabilita' false fatture di acquisto di tuberi emesse da una societa' di Roma, risultata amministrata da una persona morta in Brasile alcuni anni fa. In casa l'imprenditore aveva anche stampato fatture false emesse da una fantomatica societa' abruzzese. Con questo meccanismo aveva maturato un credito Iva ingente, non dovuto, che utilizzava per compensare le imposte dovute e i contributi sulle retribuzioni dei dipendenti e sulle societa'.
La procura di Camerino ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro preventivo per equivalente, in base al quale all'imprenditore sono stati sequestrati beni immobili (un fabbricato e vari terreni) per un valore di 237.928 euro.
