ROMA, 6 APR – Assaereo ed Ibar, in rappresentanza delle compagnie aeree in Italia, esprimono ”profonda preoccupazione e sconcerto per l’ennesimo aumento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco previsto dal Ddl Lavoro, che gravera’ sul settore per 150 milioni di euro l’anno”. Secondo le due associazioni, ”tale ulteriore incremento dei costi per le compagnie aeree e i passeggeri si aggiunge ai gia’ annunciati aumenti delle tariffe per il controllo del traffico aereo (Enav), delle tariffe degli aeroporti a cui e’ concessa la possibilita’ di stipulare contratti di programma in deroga alla legge, dell’addizionale su Roma Capitale, del contestatissimo Ets e, non ultimo, dell’ aumento del prezzo del carburante”.
Assaereo e Ibar sono ”fortemente indignate per la totale assenza di collegamento logico tra la riforma del mercato del lavoro e il suo finanziamento attraverso ulteriori aggravi sul trasporto aereo, e per l’evidente scarsa considerazione per la gia’ critica situazione in cui versa il settore. L’aggravio di 150 milioni di euro – si legge nella nota – rappresenta un evidente disincentivo all’attrattivita’ turistica del nostro Paese, e alimentera’ asimmetrie competitive con altre modalita’ di trasporto, che non dovranno sostenere tali oneri supplementari, come l’alta velocita’ ferroviaria relativamente alla quale lo Stato italiano e’ in evidente conflitto di interessi in quanto proprietario del principale operatore nazionale”. Ulteriori aumenti di costo ”non sono quindi assolutamente sostenibili dalle compagnie aeree e rischiano di compromettere la sostenibilita’ degli operatori e i livelli occupazionali che con il Ddl Lavoro si vorrebbero invece salvaguardare”.
