ROMA, 30 MAR – Sono quasi tutti meridionali i Comuni in bancarotta, incapaci cioè di far fronte ai debiti e di finanziare ed erogare servizi ai cittadini. Ô quanto emerge dal primo Rapporto annuale Svimez sulla finanza dei Comuni, condotto sulla base di dati del ministero dell'Economia e del ministero dell'Interno.
Negli ultimi venti anni, dal 1989 al 2011, su un totale di 8.101 comuni italiani, sono 445 i comuni che almeno una volta hanno dichiarato bancarotta, e di questi il 79%, cioè 353 comuni, si trova nel Mezzogiorno, si legge nel rapporto. All'interno dell'area, un comune dissestato su tre è in Calabria (113 comuni, pari al 31% del totale dei comuni della Regione), uno su cinque in Campania (20,5%). A seguire, 35 comuni in Puglia (13,5%), 24 in Sicilia (6%), 19 in Basilicata, 18 in Abruzzo e 14 in Molise. Solo 3 i comuni sardi colpiti da dissesto, pari allo 0,8% del totale, un dato in linea con la situazione della Lombardia (0,9%). Guardando all'Italia, gli altri 92 sono distribuiti per più della metà tra Lazio (43) e Lombardia (15). A seguire, 8 in Emilia Romagna, 6 nelle Marche, 5 in Piemonte, 4 in Umbria, Toscana e Liguria, 3 in Veneto. Cifre simili se si guarda alla popolazione, avverte lo Svimez: sono infatti 3,75 milioni i cittadini italiani che nel periodo in questione si sono trovati a vivere in Comuni in situazione di dissesto. Di questi, 3,17 milioni al Sud, pari all'84% del totale. I piu' colpiti i cittadini campani: quasi 2 milioni su 5,8 residenti in regione (33%). A seguire, 123mila cittadini lucani (pari al 21% dei residenti) e 412mila calabresi (20,5%). Fra le altre regioni, sono coinvolti 375mila pugliesi, 156mila siciliani, 84mila abruzzesi, 48mila sardi e 14mila molisani.
Fermo restando il ruolo cruciale svolto in quest'ambito dalle Prefetture e dagli organi preposti all'interno del ministero dell'Interno, occorre, si legge nel Rapporto, una legge per istituire un gruppo di monitoraggio sul dissesto all'interno della Commissione ministeriale per la finanza degli Enti locali. In più – aggiunge – andrebbe rafforzato l'operato della Corte dei Conti per meglio analizzare le cause del dissesto e i comportamenti finanziari dell'Ente.