Concerto interrotto al Pantheon, Uil: “Ministero responsabile”

L’interruzione del concerto al Pantheon di domenica scorsa è «una brutta pagina che poteva essere evitata semplicemente con l’applicazione delle regole che ci sono e che lo stesso ministero per i Beni culturali viola costantemente».

E’ il punto di vista di Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil. In una nota, Cerasoli ricostruisce come in un primo momento «la soprintendente responsabile del monumento, Federica Galloni», avesse autorizzato lo svolgimento del concerto, organizzato dall’associazione culturale Iter, «dalle 16 alle ore 17», tenendo conto del fatto che il Pantheon la domenica chiude alle 18. Successivamente, alla richiesta di Iter di posticipare l’inizio alle 18, si è scelta una soluzione di compromesso, cioé far «iniziare l’evento entro e non oltre le 17».

Slittato l’inizio per l’assenza di alcuni musicisti, si sarebbe poi deciso di tenere un concerto in forma ridotta. Pochi minuti prima delle 18, spiega Cerasoli, «il personale del monumento, letteralmente assediato dalle centinaia di visitatori che spingevano per entrare, per evitare problemi e per garantire la tutela del bene e l’incolumità degli stessi visitatori e ascoltatori del concerto, ha iniziato la normale procedura di chiusura». Secondo il dirigente Uil, dunque, il personale ha «svolto il suo dovere a vantaggio del pubblico presente» e le responsabilità sono piuttosto del Mibac e della soprintendente Galloni: «Infatti – spiega – esiste una una norma, prevista dalla legge Ronchey che stabilisce, per i musei le aree archeologiche aperte al pubblico, la presenza di un funzionario tecnico che ha la responsabilità del monumento e/o dell’area poiché in caso di necessità può assumere le decisioni che si rendono necessarie».

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