ISOLA DEL GIGLIO – La prima a parlare dei russi soccorsi per primi era stata Domnica Cemortan. La ragazza moldava che era a bordo della Costa Concordia ha raccontato di aver visto gruppi di russi scendere sulle scialuppe di salvataggio per primi, prima anche di bambini e disabili. Ora arrivano altre voci: pare che alcuni nel gruppo di 108 russi abbiano pagato i marinai pur di assicurarsi un posto. Un paio di giorni fa Franca Melis, ristoratrice del Giglio, aveva raccontato a Repubblica: “Forse per lo shock o perché non si rendevano conto di quel che stava succedendo, alcuni di loro erano preoccupati di scattare foto coi telefonini, volevano salire in tutti i modi sul faro, ma noi dovevamo liberare i piazzali per fare approdare le scialuppe. Ne arrivavano a decine, così due o tre di loro hanno tirato fuori delle banconote, ci volevano pagare per lasciarli fare”.
Del caso per accaparrarsi le scialuppe il vicesindaco del Giglio Mario Pellegrini dice: “Ho girato venti minuti, non ho trovato nessun ufficiale. All’inizio le cose sembravano ordinate, ma il secondo scossone che ha piegato la Concordia ha scatenato il panico, nessuno si ricordava di donne e bambini, c’era una corsa incontrollata alla scialuppa”.
