La norma è stata voluta, ovviamente, dai costruttori per tutelarsi dai mancati pagamenti “ma oggi appare pressoché impossibile da attuare se la si interpreta in maniera letterale, sottolinea il presidente dell’Anaci, l’Associazione nazionale degli amministratori immobiliari, Pietro Membri: in condominio si fa fatica ad accantonare i soldi per il Tfr delle custodi, è ben difficile pensare che un’assemblea decida di pagare in anticipo decine di migliaia di euro”.
In questo modo le imprese edili sperano di tornare a prendere soldi sicuri dal rifacimento di tetti, facciate, ascensori e simili. Ma se questa norma entrerà in vigore, per di più con la crisi attuale, il rischio concreto è che i condomini decidano di rinunciare, molto semplicemente, alla manutenzione straordinaria.