NAPOLI – La banda sgominata questa mattina e' accusata di avere importato in Italia capi di abbigliamento contraffatti, ma soprattutto tonnellate di sigarette contraffatte Philip Morris prodotte in Cina alle quali erano stati poi applicati falsi contrassegni dei monopoli di stato.
Proprio questa circostanza induce gli investigatori a ritenere che le sigarette – molto piu' ricche di catrame delle altre, come e' emerso da una perizia – venissero vendute nelle tabaccherie e non solo sulle bancarelle. I rischi per la salute sono sottolineati nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Oriente Capozzi su richiesta del pm Cesare Sirignano, della Dda, che ha coordinato le indagini: ''Le consulenze sulle sigarette sequestrate (perizia tecnica eseguita in data 18 luglio 2008 dalla Philip Morris International) consentivano di accertare la contraffazione del logo del monopolio di Stato e di rilevare un tasso di nocivita' del tabacco superiore a quello delle sigarette commercializzate legalmente''.
Le sigarette, e' stato accertato nel corso delle indagini, venivano prodotte in quattro stabilimenti cinesi assieme a capi d'abbigliamento e scarpe. La banda, affermano gli inquirenti, aveva ''appoggi all'interno delle dogane di funzionari e di spedizionieri finalizzati ad agevolare l'introduzione dei tabacchi e dei prodotti contraffatti anche attraverso la predisposizione di documentazione falsa ed a sventare eventuali sequestri e controlli con una preventiva informazione sulle strategie di contrasto adottate dalle forze dell'ordine in un determinato periodo o contesto''.
