“Associazione in partecipazione”, dipendente deve a Calzedonia 11mila €

BOLOGNA – Dover pagare per aver lavorato: è successo a Tamara Casula, cagliaritana di 34 anni, da sei a Bologna. Tamara, scrive il Corriere della Sera, ha lavorato in un negozio del gruppo Calzedonia e ora dovrà pagare undicimila euro. Tutto per il contratto che ha firmato, di “associazione in partecipazione”. Detto altrimenti, un contratto che prevede che si guadagni se il datore di lavoro guadagna e che si perda in caso contrario. Un contratto “invisibile” che però in Italia riguarderebbe, secondo una stima non ufficiale circa 53mila persone.

Racconta Tamara al Corriere: “Ti fanno sentire all’atto della stipula del contratto un’imprenditrice, tanto che quella postilla relativa alla partecipazione agli utili, come alle perdite, la incaselli nel rischio d’impresa. In realtà non puoi dare sfogo alla tua creatività sui prodotti da esporre in vetrina, tanto meno su cosa vendere e a che prezzo. Inoltre sei vincolata a degli orari precisi, non hai diritto a ferie se non in due precisi periodi dell’anno, né alla tredicesima, né agli straordinari”.

La retribuzione, spiega il Corriere della Sera, è quindi legata a un rapporto di natura dipendente, (Tamara non aveva partita Iva), e si traduce in una sorta di anticipo sugli utili (di circa 1.030 euro al mese) subordinati al conto economico da presentare alla fine dell’anno, dal quale “devi detrarre le spese per la merce (al 60% del prezzo di vendita, ndr.), per il locale, per la pubblicità, per una commessa-apprendista”.

Al termine di quel periodo il risultato per Tamara è stato “11mila euro di perdite che Calzedonia ha usato per mesi come arma di ricatto per non farmi fare vertenza. Alla fine volevano persino farmi firmare un foglio con una buonuscita di duemila euro, ma ho declinato l’invito e ora sono in causa per me e per tutti quelli come me che sono stati raggirati in questo modo. Ora confido nel mio avvocato, altrimenti dovrò pagarli tutti fino all’ultimo centesimo”.

 

Published by
Maria Elena Perrero