FERRARA, 16 SET – FERRARA – Fu Giovanni Consorte, allora alla guida di Unipol, a negare il salvataggio della Coopcostruttori. Questo aspetto gia' emerso piu' volte nel processo in corso da oltre un anno e mezzo sul crac di un miliardo di euro della piu'' grande cooperativa di costruzioni italiane e quarta azienda del settore fino al 2003, quando crollo' nel fallimento, e' stato ribadito in aula dall'ex presidente della Cassa di Risparmio di Ferrara, Alfredo Santini. Santini ha spiegato, come aveva gia' fatto in passato, che ''Costruttori si sarebbe potuta salvare, perche' se una coop non era in grado di rispondere era la Lega che garantiva, parliamo di operativita''', ha aggiunto. LegaCoop avrebbe dovuto garantire per un prestito di 30 milioni che un gruppo di banche, Carife compresa, aveva deciso di attivare e che avrebbe potuto dare nel 2003 un po' di fiato all'azienda ferrarese, ma la Lega disse no.
Incalzato dai legali di parte civile che rappresentano i soci che avevano investito i risparmi in Apc (azioni partecipazione cooperativa) e prestito sociale (80 milioni di euro andati in fumo) Santini ha spiegato che il suo direttore generale Gennaro Murolo, ascoltato anche lui oggi come testimone, ebbe un incontro con Consorte che ribadi' il diniego a garantire il finanziamento che Carife si apprestava a fare assieme ad Antonveneta e Cofiri. ''Il mio direttore mi disse che Consorte non garanti' perche' avevano (Unipol e mondo della 'cooperazione rossa', ndr) situazioni gravissime in altri campi''. E cosi' di fronte alla mancata garanzia, non politica, ma una firma nero su bianco sul finanziamento di Carife a Coop, il progetto falli'.
Spiega Santini che il progetto era credibile ma di fronte al no di Lega e Consorte, Carife fece marcia indietro: ''Davamo 30 milioni di euro a chi? A Costruttori che non aveva risorse: volevamo qualcuno piu' sopra che garantisse, capire se dietro quei 30 milioni c'era la volontà di andare avanti. Su ogni operazione devi avere la benedizione, ma Costruttori non aveva piu' acqua santa, dunque niente benedizioni''.
