Corigliano Calabro, "Voglio una vergine": anche l'ex vicesindaco nel giro di prostitute minorenni

COSENZA – C'erano anche dei noti professionisti tra le persone coinvolte a Corigliano Calabro ed in altri centri del Cosentino in un giro di sfruttamento della prostituzione minorile. In provincia di Cosenza, ed in particolare nei centri dell'alto jonio cosentino, dunque, gli ''orchi'' non erano soltanto otto com'era emerso da una prima tranche dell'operazione del 31 marzo scorso.

I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza e della Compagnia di Corigliano Calabro, che hanno condotto le indagini su delega del pm della Procura distrettuale di Catanzaro, Emanuela Costa, hanno scoperto che il giro di persone che abusava di minorenni, alcune delle quali addirittura di 12 anni, erano molte di più. E così la scorsa notte è scattata la seconda fase dell'operazione, con l'arresto di altre 12 persone coinvolte nella vicenda. Un nuovo arresto, inoltre, è stato disposto per quattro delle persone già interessate dall'operazione del marzo scorso.

La persone che incontravano le baby-prostitute erano in gran parte anziane. Ma tra loro ci sarebbero stati anche personaggi di livello sociale alto come Italo Le Pera, ex vicesindaco di Corigliano Calabro e attuale responsabile amministrativo dell'ufficio di Corigliano Calabro dell'Azienda sanitaria provinciale. Avrebbe avuto anche lui rapporti sessuali con ragazza di età inferiore a 16 anni.

Nell'elenco degli sfruttatori, inoltre, c'è anche un medico, Vittorio Carcione, anch'egli di Corigliano. La clientela che si rivolgeva all'organizzazione di sfruttatori, in sostanza, era variegata perché composta da professionisti, imprenditori, commercianti ma anche da operai.

Si tratta di uomini di tutti i tipi e di tutte le classe sociali, ma la gran parte sono persone facoltose che potevano spendere centinaia di euro anche per un solo incontro. E che erano disposte a pagare di più se la ragazzina che gli veniva procurata non aveva mai avuto esperienze sessuali.

Gli incontri avvenivano il più delle volte in macchina o in appartamenti e anche più volte la settimana. Un ruolo centrale nell'organizzazione, secondo l'accusa, sarebbe stato svolto da Pietro Berardi, di 47 anni, ufficialmente disoccupato, già arrestato nella precedente operazione.

Ma la vicenda più significativa è quella che riguarda una donna, di cui non è stata resa nota l'identità, che nel 2008, dopo essere entrata nel giro, ha favorito e sfruttato la prostituzione di una sua sorella che all'epoca aveva appena 12 anni. Fornendo così la ''merce'' più ricercata dalle persone coinvolte in questo squallido giro.

Nelle intercettazioni raccolte dai carabinieri nel corso delle indagini emerge proprio l'aspetto della depravazione estrema che caratterizzava i frequentatori del ''giro'' di baby prostitute. ''Voglio una ragazza che sia vergine'', afferma, in un colloquio telefonico, un facoltoso cliente che si rivolgeva spesso all'organizzazione per consumare un rapporto sessuale ''speciale''.

Le minorenni fatte prostituire dall'organizzazione, secondo quanto è emerso al momento dalle indagini, sono cinque, ma le indagini proseguono per accertare che possano essere di più. Gli incontri constavano da un minimo di 50 ad un massimo di 70 euro. Non molto, come si vede, ma alle ragazzine che ne ricevevano una parte dovevano sembrare cifre enormi.

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Maria Elena Perrero